Archivio per 7 Aprile 2008|pagina archivio quotidiano
Subbliminalità
Magari è una roba vecchia come il mondo, forse vecchia come le tv senza telecomando. Ma questo remote control jammer è stata per me una scoperta allucinante. Definibile solo come “diavoleria”. Venduta anche bene, se uno ci fa caso. Tu, azienda, che di nefandezze non ne hai ancora architettate abbastanza, manda ai tuoi clienti che so, un direct mailing, una brossurina, una insospettabile cartolina. Basta nasconderci dentro l’innocuo microchip e, quando gli ignari accenderanno la tv, che lancerà lo spot della tua azienda, questa maledetta cimice impedirà loro di cambiare canale. Io so solo una cosa: non andrò mai più sul water con qualche pubblicità che ho trovato nella buca. Mai che mi ritrovi il culo postato su un social network brandizzato.
Do you really need a hard copy?
Questo mi chiedo da un po’ di tempo a questa parte. Perchè alla fine, tutti vogliono fare i copy. Clienti, direttori creativi, account e persino gli art. E del resto, un’headline sono capaci di scriverla tutti. Ma proprio tutti. Anch’io che non sono ancora laureata. E quindi il copy si trasforma in account, nel disperato tentativo di vendere il significato del proprio sudore. Ma, che strano, un copy account non è così credibile come un’account-copy e quindi. Però è così divertente provare a dare una propria interpretazione, giocando con quelle paroline, che tutti sembrano trovare con spensieratezza, allegria e un filo di sadismo. Ma anche il copy-copy ha un asso nella manica: le body copy. Hi Hi, quelle non le vuole mai fare nessuno. Ed è dura trovare anche qualcuno che te le legga, se non a un’ora dal fotolito o addirittura su un digital. Una piccola nicchia di libertà, un oasi felice dove lavorare in pace, dove gli interventi esterni, sono limitati da un gigantesco muro di noia. Non dite a mia madre che scrivo sotto dettatura. Lei mi crede copy in un’agenzia di pubblicità.
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