Do you really need a hard copy?
Questo mi chiedo da un po’ di tempo a questa parte. Perchè alla fine, tutti vogliono fare i copy. Clienti, direttori creativi, account e persino gli art. E del resto, un’headline sono capaci di scriverla tutti. Ma proprio tutti. Anch’io che non sono ancora laureata. E quindi il copy si trasforma in account, nel disperato tentativo di vendere il significato del proprio sudore. Ma, che strano, un copy account non è così credibile come un’account-copy e quindi. Però è così divertente provare a dare una propria interpretazione, giocando con quelle paroline, che tutti sembrano trovare con spensieratezza, allegria e un filo di sadismo. Ma anche il copy-copy ha un asso nella manica: le body copy. Hi Hi, quelle non le vuole mai fare nessuno. Ed è dura trovare anche qualcuno che te le legga, se non a un’ora dal fotolito o addirittura su un digital. Una piccola nicchia di libertà, un oasi felice dove lavorare in pace, dove gli interventi esterni, sono limitati da un gigantesco muro di noia. Non dite a mia madre che scrivo sotto dettatura. Lei mi crede copy in un’agenzia di pubblicità.
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